Notiziario del Centro Regionale Sportivo Libertas Lombardia

Febbraio 2007

 

Il G.S.C.L. "Gruppo Sportivo Ciechi Lariani": una splendida realta' Libertas

Una giornata sciando con i non vedenti

 

Circa un anno fa a Lodi partecipai ad un Convegno per parlare di infrastrutture sportive legate al superamento delle barriere architettoniche insieme a vari relatori di chiaro profilo tecnico, fra i quali il Prof. Guidi, gia' Ministro alle Politiche Sociali e disabile.

Mi colpi' la relazione di Mario Mazzoleni, Presidente dell'Unione Italiana Ciechi di Como. Lui relaziono' per ultimo e quindi dopo il sottoscritto. In un filmato molto, molto esauriente ci spiego' concretamente sino a dove, anche forse la peggiore delle disabilita', si puo' concertare con la pratica sportiva: ciclismo, sci, canoa, paracadutismo, insomma tutto o quasi.

Condizione essenziale e' pero' che al disabile qualcuno debba prestare i suoi occhi!

Del resto lo sport lo si pratica quasi sempre in compagnia e allora, quale migliore occasione di decidere di decifrare un nuovo codice sportivo che parli di vera integrazione, crescendo e divertendosi assieme? Vi posso garantire che questo e' arricchimento, che questo e' entrare di prepotenza in un universo parallelo che noi percepiamo,a volte vediamo, ma nel quale mai entriamo davvero...

Alla fine della sua relazione, questo signore, pubblicamente volle salutare e ringraziare il "suo Vice Presidente" ed ero io, ma non lo sapevo... Mi ringraziava perche' la Libertas lo aiutava, lo sosteneva (certo, come poteva...), pero' quando serviva, lui diceva, non mancava mai! Questo e' certo un merito di chi in concreto ha costruito quel legame di fiducia, di amicizia vera!

Il nostro Ambrogio Molteni, Presidente di Como, ci ha dato un segnale straordinario di cosa significhi essere libertiani e non solo quali operatori di solidarieta', ma di cosa significhi provare ad abbattere le barriere!

Fatto sta che Mazzoleni mi strappo' pubblicamente una promessa: che io andassi alla inaugurazione della stagione invernale della "sua" associazione a Madesimo, nel Gennaio del 2007 e che io avrei fatto la sua guida sugli sci.

I ciechi hanno una straordinaria memoria in genere e puntualmente, quasi un anno dopo, Mazzoleni mi chiamava per capire se fossi un "politico" (con l'influenza o il mal di schiena per l'occasione...) o uno sportivo, un libertiano vero! Ed eccomi a raccontare di una giornata piena di scoperte, di difficolta' (per il sottoscritto, che ha anche combinato discreti guai, facendo anche cadere due volte Mario Mazzoleni, che vi garantisco essere uno sciatore straordinario...)

Lo sciatore non vedente sta avanti alla guida di circa 5 o 6 metri e con lei e' collegato tramite auricolare e sistema radio.

Tre comandi: destra, sinistra e alt. Ma le variabili sono infinite: neve ghiacciata, o zolle d'erba, burroni, la gente, la maledetta quantita' di sciatori che spesso non pensano cosa succeda attorno a loro, gli ostacoli ecc. Per noi che ci vediamo e' tutto normale, per loro ogni cosa e' un'insidia terribile.

Ecco a cosa servono i nostri occhi e allora, questa volta, noi li dobbiamo prestare a loro e non pensare piu' a noi!

Caro Mario e caro Ambrogio ho davvero sudato sette camicie. Poi pero', nell'insuccesso, ho pensato quante camicie loro, non vedenti, sudano normalmente per "cercare di vivere umanamente questa stramaledetta vita, perche' questa vita vale comunque la pena di essere vissuta" (uso qui le parole che Mario mi ha rivolto...).

Il Gruppo Sportivo Ciechi Lariani (G.S.C.L.) e' un gruppo eccezionale che pratica sport in perfetta simbiosi e alla fine della giornata si incontra per discutere delle varie tecniche di sci utilizzate e sperimentate fra sciatore non vedente e guida. Questa volta, poi, il week-end e' stato organizzato di concerto con un'associazione svizzero-ticinese omologa, anzi colei che ha stimolato la nascita della nostra lariana...

Il mio ritorno a tarda notte mi ha consentito di riflettere. Ho pensato quanto noi interpretiamo veramente quei versi che il nostro statuto recita all'inizio e che ci ricordano della nostra ispirazione cristiana, del superamento delle barriere sociali, dell'integrazione... Sono lezioni di vita, ma grazie a Dio noi siamo (quasi tutti almeno) prima di tutto gli uomini della periferia, quelli che ci provano!

Poi siamo anche Dirigenti, non dimenticandoci anche solo di una sciata in compagnia, di una parola o una promessa... Non siamo i professionisti della solidarieta' e non lo dobbiamo diventare, perche' perderemmo l'anima. La nostra anima di uomini liberi in cerca anche della liberta' altrui.

Grazie Mario!

 

Luciano Messina